Vivere il Teatro alla maniera degli Antichi

Ispirati dal tempo passato in ufficio, ad aggiornare il sito del CMS, buttando un occhio su tutti gli spettacoli che carichiamo ed i post che pubblichiamo per le piattaforme social, ci siamo chiesti: perché è nato il teatro e perché proprio in Grecia? Insomma, una domanda da un milione di dracme, dato che stiamo parlando dell’Ellade.

Abbiamo iniziato a cercare una risposta e – complice il pomeriggio passato insieme al CTS e alla loro Antigone – la prima grande scoperta è che il teatro greco non nasce  per intrattenere il pubblico. L’intrattenimento è una funzione secondaria, una sorta di piacevole effetto collaterale.

Grazie allo spirito critico e alla capacità di vedere oltre la superficie delle cose, che da sempre attribuiamo alla cultura della Grecia antica, i Greci avevano un approccio molto efficace alla conoscenza. E in questo contesto, anche il teatro aveva una funzione di istruzione civile: lo spettacolo presenta situazioni di un certo peso, parla di avvenimenti politici e ci incastra dentro personaggi influenti di diverse realtà storiche e territoriali dell’epoca. Un esempio di insegnamento teatrale potrebbe essere la trilogia dell’Orestea di Eschilo, in cui Oreste si trova a dover scegliere tra uccidere la madre o macchiarsi di un affronto verso il Dio Apollo. Dunque lo spettatore si può interrogare sulle scelte che spettano al personaggio e cercare di identificarsi nella sua situazione, a modo che ognuno può divenire Oreste ed interrogarsi su questo dilemma morale.

Oltre a svolgere queste importanti funzioni, il teatro greco era anche un’occasione per celebrare l’ingresso nell’età adulta. Infatti ad Atene – come in altre polis greche – quando un giovane era abbastanza maturo da imbracciare le armi, era usanza riunirsi a teatro e festeggiare l’ingresso nella così detta andreia, o età adulta, che segnava l’uscita dalla efebia – adolescenza o gioventù -. In queste occasioni il teatro ospitava anche competizioni atletiche o coreografie dedicate alla prestanza fisica.

Ma ai greci non bastava l’intento pedagogico: il teatro doveva anche essere un’occasione per celebrare e riflettere sulla natura degli Dei. Infatti il teatro nasce, anzitutto, all’interno delle celebrazioni in onore del Dio Dioniso: per i greci assistere ad uno spettacolo era un rito. Di fatto il carattere religioso di questi spettacoli mutava e condizionava il contenuto stesso della rappresentazione, che prendeva spunto dai miti. Il dramma e la commedia divenivano un’indagine sulla natura divina: complessa, mutevole e difficile da comprendere per chi vede come un mortale.

Quando vado a teatro e vedo rivisitazioni e riproposizioni di testi classici, mi interrogo spesso sulle funzioni del teatro nel nostro periodo.

Siamo abituati a pensare che i testi dell’epoca classica, che gettò le basi per la civiltà, siano di certo importanti per la memoria storica, ma forse dimentichiamo la loro forza ed importanza sulle questioni più elevate e la funzione di ricerca che avevano un tempo.

Eppure sarebbe così facile rievocare questa antica memoria, e mettere la conoscenza condivisa di nuovo a disposizione di tutti, semplicemente riunendosi per celebrare la vita ed imparare assieme.

Pensiamoci bene: quale è il valore che diamo al teatro oggi? La perdita di alcune abitudini ci ha portato ad una visione più cristallizzata del teatro, mentre io ritengo che sia importante recuperare la visione e il sentimento che avevano i greci nei confronti del palco.

Faccio una proposta, alla quale tenteremo di aderire anche noi, con tutte le forze: quando dobbiamo celebrare un compleanno, una ricorrenza o un qualsiasi evento importante, perché non radunarci insieme alle persone a cui vogliamo bene, a teatro? Andiamo a vedere uno spettacolo e celebriamo così la vita e il tempo che passa.

Proviamo a dare un nuovo senso al teatro, rendiamolo più personale e vero, con i mezzi che abbiamo.

Proprio come facevano i Greci.

Daniel Macchione

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I volontari incontrano il Centro Teatrale Senigalliese

Marzocca, in una palazzina anni ’70, nasconde un segreto inaspettato: un grande teatro a disposizione della comunità, e una compagnia marchigiani pronta al debutto. Questo è lo scenario che ci ha accolto, venerdì 8 febbraio, quando abbiamo incontrato la compagnia tutta marchigiana del Centro Teatrale Senigalliese (CTS) che,  con la direzione di Luigi Moretti, porterà in scena, dal 15 al 17 febbraio, al teatro la Fenice di Senigallia, l’Antigone di Sofocle, rielaborata dal drammaturgo Adriano Ferri. Abbiamo avuto l’opportunità di interagire con i membri della compagnia, oltre che assistere alle prove, e questo ci ha permesso di comprendere la grande e spaventosa contemporaneità di un testo antico, come l’Antigone di Sofocle.

Ci siamo resi conto che il teatro attivo nelle Marche è pervaso dalla presenza di giovani: un manifesto della nuova energia che circola nell’ambiente dello spettacolo. Questo ci ha sorpreso e incuriosito, ed ecco che, intrigati da questa realtà tanto vitale, abbiamo iniziato ad indagare gli intenti dei protagonisti, facendo domande, osservando, toccando – letteralmente – alcuni degli oggetti di scena e degli strumenti musicali utilizzati per la sonorizzazione live dello spettacolo, molti ottenuti grazie all’abile riadattamento di oggetti di uso comune.

La nostra riflessione parte dall’esperienza diretta della macchina del teatro e si compone di osservazioni e pareri, dedicati non solo al lavoro del CTS, ma anche al testo originale e a molti temi sempre attuali, già affrontati millenni fa dalla tragedia di Sofocle. Faremo un viaggio per capire di più sul lascito del teatro greco nella nostra cultura, ma affronteremo anche temi attuali, cercando di dare un quadro il più possibile completo su quello che i classici antichi sono ancora in grado di comunicarci.

Daniel Macchione, Leonardo Cori

Vi presentiamo la squadra di #OPEN_ART 3.0

È giunto il momento delle presentazioni per i ragazzi appena approdati al mondo della promozione e valorizzazione di eventi artistici e culturali. Otto volontari distribuiti in questi enti:

il Consorzio Marche Spettacolo, il cui obiettivo è fare sistema sostenendo così lo spettacolo dal vivo nella regione;

AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, che si occupa di fornire contributo tecnico-organizzativo alle compagnie;

Sineglossa, giovane organizzazione promotrice e mediatrice tra il mondo del business e un nuovo concetto d’artista.

Parliamo un po’ di più di #open_art 3.0: si tratta di un progetto di Servizio Civile Nazionale per la Regione Marche che si concentra sul patrimonio artistico e culturale regionale – teatri, siti archeologici, musei, patrimonio architettonico, centri storici minori, percorsi naturalistici ed extraurbani, luoghi non convenzionali – sulla sua valorizzazione, fruizione e apertura a qualunque pubblico, sia fisico che virtuale.

“Promozione e valorizzazione del Patrimonio Artistico e Culturale della regione Marche”: un concetto chiave sintetico ed efficace, attorno al quale si concentrano le energie, le idee e le competenze dei volontari.

E ora lasciamo che siano Federica, Daniel, Elena, Leonardo, Emilia, Diego, Matteo e Tommaso a parlare: clicca sulle immagini per conoscere meglio i volontari!

#OPEN_ART 3.0: ECCO I SELEZIONATI!

Si sono tenuti venerdì 26 ottobre i colloqui per la selezione dei volontari da impiegare nel progetto di Servizio Civile Universale #open_art 3.0.
Ecco i nomi dei volontari selezionati per le diverse sedi:

CONSORZIO MARCHE SPETTACOLO
Leonardo Cori
Costanza Giuliani
Daniel Macchione
Matteo Cetrullo

AMAT
Lidia Maria Labianca
Emilia Conti
Federica Romaldi
Diego Muratori

SINEGLOSSA
Elena Brilli
Arianna Dongu

Buon lavoro a tutti!

SCARICA LA GRADUATORIA COMPLETA

#OPEN_ART 3.0: venerdì 26 ottobre i colloqui

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Si terranno venerdì 26 ottobre i colloqui per la selezione di volontari da impiegare nel progetto di Servizio Civile Universale #open_art 3.0.
Nei prossimi giorni, i candidati verranno contattati via mail per le indicazioni riguardanti le sedi e gli orari dei colloqui.


#open_art 3.0, ideato da Consorzio Marche Spettacolo in collaborazione con AMAT e Sineglossa, è un progetto di Servizio Civile Universale per la Regione Marche della durata di 12 mesi, che si concentra sul patrimonio artistico e culturale regionale – teatri, siti archeologici, musei e patrimonio architettonico, centri storici minori, percorsi naturalistici ed extraurbani, luoghi non convenzionali – e sulla sua valorizzazione, fruizione e apertura.

#OPEN_ART 3.0 – BANDO PER LA SELEZIONE DEI VOLONTARI PER IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2018

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Vuoi dare il tuo contributo alla valorizzazione e alla promozione della cultura nelle Marche? Partecipa al progetto di Servizio Civile Universale #open_art 3.0!

#open_art 3.0, ideato da Consorzio Marche Spettacolo in collaborazione con AMAT e Sineglossa, è un progetto di Servizio Civile Universale per la Regione Marche della durata di 12 mesi, che si concentra sul patrimonio artistico e culturale regionale – teatri, siti archeologici, musei e patrimonio architettonico, centri storici minori, percorsi naturalistici ed extraurbani, luoghi non convenzionali – e sulla sua valorizzazione, fruizione e apertura, nonché sul pubblico, marchigiano e non.

Il fulcro del progetto consiste nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale regionale, per restituire alla collettività un sistema integrato e innovativo di fruizione ed esperienza che preveda: maggiore visibilità del patrimonio e dell’offerta artistico-culturale e sua promozione diffusa e capillare, maggiore apertura e accessibilità dei siti, offerta di pacchetti e sistemi integrati di fruizione, ampliamento e diversificazione della fascia d’età, della provenienza e degli interessi del pubblico di fruitori e suo maggiore coinvolgimento.

Con il progetto #open_art 3.0 e attraverso l’esperienza di Servizio Civile Universale si mira a creare figure professionali qualificate di coordinamento, promozione e accoglienza, in grado di porsi come un reale medium tra il patrimonio artistico e culturale e la collettività.

Il progetto #open_art 3.0 è articolato su tre sedi: Consorzio Marche Spettacolo, AMAT e Sineglossa, tutte ubicate nel centro di Ancona.

È importante che il candidato indichi la sede per la quale intende concorrere.

Per maggiori informazioni sui tre soggetti, la loro storia e le attività specifiche previste dal progetto, si rimanda ai contatti sotto indicati e ai siti istituzionali degli enti:

Consorzio Marche Spettacolo www.marchespettacolo.it
AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali www.amatmarche.net
Sineglossa www.sineglossa.it

Si raccomanda, prima della presentazione della domanda, di leggere attentamente e integralmente il Bando Regione Marche.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA E SELEZIONE DEI CANDIDATI

Il termine per l’invio delle domande è fissato al 28 settembre 2018 (sono considerati validi il timbro dell’Ufficio Postale di invio della domanda o l’orario di spedizione della PEC). In caso di consegna della domanda a mano il termine è fissato alle ore 18.00 del 28 settembre 2018; le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione.

La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:

  • redatta secondo il modello riportato nell’Allegato 3, attenendosi scrupolosamente alle istruzioni riportate in calce al modello stesso e avendo cura di indicare la sede per la quale si intende concorrere;
  • accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;
  • corredata dall’Allegato 4 relativo all’autocertificazione dei titoli posseduti; tale allegato può essere sostituito da un curriculum vitae reso sotto forma di autocertificazione ai sensi del DPR n. 445/2000, debitamente firmato;
  • corredata dall’Allegato 5 debitamente firmato relativo all’informativa “Privacy”, redatta ai sensi del Regolamento U.E. 679/2016.

Le domande possono essere presentate secondo le seguenti modalità:

1) via Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo:
consorziomarchespettacolo@legalmail.it,
avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;

2) a mezzo raccomandata A/R indirizzata a:
Consorzio Marche Spettacolo – Progetto #open_art 3.0
c/o Palazzo delle Marche
Piazza Cavour 2360121 Ancona (AN);

3) consegnate a mano presso il Consorzio Marche Spettacolo.

Oltre ai propri dati, nella domanda andranno chiaramente indicati:

  • il nome del progetto (#open_art 3.0)
  • il codice identificativo del progetto (NZ07439)
  • il codice della sede scelta del progetto, specificandone anche il nome (CONSORZIO MARCHE SPETTACOLO 131152 oppure AMAT 131224 oppure SINEGLOSSA 131408).

Data e sede di svolgimento delle selezioni (indicativamente previste per il mese di ottobre) verranno comunicate direttamente ai candidati e pubblicate nei seguenti siti: www.marchespettacolo.it, www.amatmarche.net, www.sineglossa.it.

Maggiori informazioni possono essere reperite nel Bando Regione Marche art. 4.

ATTENZIONE: qualunque sia la sede prescelta (Consorzio Marche Spettacolo, AMAT o Sineglossa) le candidature devono comunque e obbligatoriamente essere inviate al Consorzio Marche Spettacolo.

REQUISITI DEI VOLONTARI E CONDIZIONI DI AMMISSIONE

Per l’ammissione alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

a) cittadinanza italiana, ovvero di uno degli Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra UE purché regolarmente soggiornante in Italia;
b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
c) non aver riportato condanne.

Per maggiori informazioni si rimanda al Bando Regione Marche art. 2.

Oltre ai requisiti riportati all’interno del bando in fase di selezione saranno positivamente valutati: possesso di titoli di studio negli ambiti della comunicazione, del marketing, del management, dell’informatica o della cultura; eventuali esperienze lavorative pregresse nel settore culturale, dello spettacolo o delle imprese creative; patente di guida B e/o superiore; conoscenza fluente della lingua italiana; conoscenza dell’inglese; grado di motivazione; disponibilità ad effettuare trasferte (trattandosi di un progetto itinerante) e versatilità.

A ciascun volontario selezionato sarà corrisposto un assegno mensile di 433,80 €. Le somme spettanti ai volontari saranno corrisposte direttamente dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale.

PROCEDURE SELETTIVE

La selezione dei candidati è effettuata, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 6 marzo 2017, n. 40, dall’ente che realizza il progetto prescelto secondo i criteri consultabili nell’allegato presente in questa pagina.

Per maggiori informazioni si rimanda al Bando Regione Marche art. 5.

ATTIVITÀ, DATE E ORARI DI SERVIZIO

L’impiego dei volontari nel progetto avrà una durata di 12 mesi. Oltre alla formazione (112 ore) #open_art 3.0 prevede una serie di attività: monitoraggio e raccolta informazioni, promozione, accoglienza e organizzazione logistica, utilizzo strumenti informatici e social network, supporto a progettazione.

Gli 11 posti disponibili sono ripartiti tra le diverse sedi come indicato di seguito:

  • 4 per la sede Consorzio Marche Spettacolo;
  • 4 per la sede AMAT;
  • 3 per la sede Sineglossa.

I candidati selezionati inizieranno il loro periodo di volontariato indicativamente a partire da ottobre 2018.

I giorni di servizio a settimana sono 5. Il numero delle ore di servizio settimanale è flessibile (minimo 12 ore settimanali per 1400 ore l’anno). Si richiede disponibilità alla trasferta, all’uso di un mezzo di trasporto proprio, flessibilità di orari e possibile presenza durante alcune festività.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Sintesi progetto.

INFORMAZIONI E CONTATTI

DOCUMENTI UTILI

Herbert von Karajan: genio e raffinatezza

Il 5 aprile di 110 anni fa, nel 1908, nasceva a Salisburgo uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi: Herbert von Karajan.
Secondo un sondaggio pubblicato dalla rivista Voices nel 2011 è stato uno tra i direttori d’orchestra più amati di sempre, insieme a Kleiber e Bernstein.

Herbert-von-Karajan

Herbert von Karajan nacque nella stessa città di Mozart, Salisburgo, il 5 aprile del 1908, da famiglia agiata. A quattro anni iniziò lo studio del pianoforte, a cinque era già in grado di esibirsi, a diciotto anni esordì come pianista professionista, e a ventun’anni iniziò a sostenere le prime prove direttoriali. Per dieci anni, dal 1916 al ’26 si formò al Mozarteum di Salisburgo dove venne incitato dal suo maestro Bernhard Paumgartner a studiare direzione d’orchestra invece di intraprendere la carriera di pianista.

L’ascesa di Karajan iniziò durante il nazismo, nel 1938 diresse per la prima volta Tristano e Isotta all’Opera di Stato di Berlino, entrando in rotta di collisione con il maestro Furtwängler, preferito dai nazisti. Come altri artisti attivi sotto il regime, al termine della seconda guerra mondiale anche Karajan venne allontanato dalla scena musicale, passando attraverso un processo di denazificazione prima di poter tornare a dirigere. Quando tornò sulle scena conquistò tutti, diventando l’incarnazione della musica classica della seconda metà del Novecento.

Dal 1949 al 1960 diresse la Philharmonia Orchestra di Londra e nel 1954 giunse anche alla direzione dei Berliner Philharmoniker che lasciò soltanto pochi mesi prima di morire nel 1989. Fu proprio con l’Orchestra Filarmonica di Berlino che il maestro lavorò al maggior numero di incisioni discografiche. Karajan pensava infatti che per allargare al massimo la platea della musica classica fosse necessario registrare tutto il registrabile e soprattutto farlo bene. Il celebre violinista Yehudi Menuhin sosteneva che furono proprio le esigenze della sala di incisione a forgiare lo stile maturo della musica di Karajan: niente colpi di scena o eccentricità; e, allo stesso tempo, mai nulla di prevedibile.

Quasi tutti quelli che hanno lavorato con il maestro Karajan concordano su un punto: l’ideale di Karajan era la perfezione del suono. Dicono di lui: «Karajan non sembra interpretare la musica, suona semplicemente le note: è una specie di magia nera».

Certamente la sua fama derivava dal talento e dalla dedizione, ma ad accrescere attorno a lui quell’alone di grandezza e mito che lo accompagna anche ai nostri giorni, furono le sue eccentricità: Karajan esigeva la perfezione assoluta dalle sue orchestre e da lui stesso, tanto da dirigere a occhi chiusi ogni spartito. Sussurrava il cantato insieme al coro, parola per parola. Era come se la musica fosse impressa nella sua memoria e dava l’impressione di non interpretare, ma “semplicemente” leggere la musica.

Il maestro Karajan fu un personaggio pubblico molto seguito, con la sua bellezza telegenica, i gossip amorosi e la sua capacità di utilizzare i nuovi mezzi di diffusione come la radio e soprattutto la televisione per mostrarsi al pubblico e aumentare la visibilità della sua arte e della sua persona. Nei primi anni ‘80, con l’arrivo della digitalizzazione della musica, Karajan lavorò in quel campo sperimentale giocando un ruolo fondamentale nello sviluppo della tecnologia per la registrazione e riproduzione audio in digitale.

Herbert von Karajan morì il 16 luglio del 1989, all’età di 81 anni. A quei tempi la capacità dei prototipi di CD era di circa 60 minuti, ma secondo una leggenda metropolitana fu portata a 74 minuti per potervi adattare l’immortale Nona sinfonia di Beethoven diretta dal Maestro.

 

Storiella raccontata ai tempi di Karajan:

“Leonard Bernstein, Karl Böhm e Karajan stanno discutendo su chi sia il più grande tra i direttori d’orchestra e Bernstein a un certo punto dice «Dio mi è apparso e ha detto che sono io». Böhm scuote la testa: «Impossibile, è apparso anche a me e ha detto che sono io!». A quel punto interviene Karajan: «Strano, non mi pare di aver mai detto niente del genere».