Puccini e l’arte di raccontare le donne

La tradizione di compositori illustri come Pergolesi e Rossini è la testimonianza del profondo legame tra la nostra regione e il melodramma. I palchi di tutte le Marche sono calcati dai personaggi delle più celebri opere liriche, tra cui figure femminili indimenticabili, esempi di eleganza, coraggio e amore.

Le donne sono le protagoniste di vicende appassionanti, in cui si trovano a crescere e affrontare i pericoli della vita e le insidie del cuore. Uno dei compositori più celebri in Italia e al mondo, le cui più famose opere sono incentrate su personaggi femminili è senza dubbio Giacomo Puccini. I lavori di Puccini vengono costantemente riproposti nelle stagioni marchigiane: solo nella prossima stagione arricchiranno i cartelloni di Opera Ancona Jesi 2016 – che dedica l’intero programma alle donne con il programma “Amore, gelosia, tradimento, follia: ritratti di donna”– con la Tosca, del Macerata Opera Festival con Turandot e Madama Butterfly, e della Rete Lirica delle Marche, con La Bohème.

Puccini vive ognuna delle sue opere con passione e lucidità; l’indescrivibile esaltazione dell’atto creativo è frutto del suo bisogno di dar vita a un’opera che sappia raggiungere i sensi e il cuore del pubblico: è così prendono vita le donne di Puccini. Lo sguardo pucciniano, a differenza del melodramma verdiano, rende i protagonisti e le protagoniste non più eroici, ma creature normali, che vivono i dolori e gli amori della quotidianità. Puccini rappresenta sulla scena – come scrisse egli stesso – storie di “grandi dolori in piccole donne”, come nel caso di Tosca, cantante appassionata e gelosa.

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La storia è ambientata nella Roma antimonarchica del 1800 e vede il pittore Mario Cavaradossi e la sua amante Tosca incrociare le vicende di Cesare Angelotti, patriota fuggito dalle carceri del Papa. È una breve storia in cui i temi dell’amore e della morte si rincorrono drammaticamente, su uno sfondo storico delicato, segnato dal fallimento della Repubblica Romana, e dalla rinascita di un aggressivo Stato Pontificio. Amati dal pubblico per la grande vitalità che emanano e per la forza del loro amore, Tosca e Cavaradossi suscitano da sempre consensi incondizionati. Accanto a loro affascina il personaggio del barone di Scarpia, motore del dramma, al quale è dedicata la prima grande pagina baritonale scritta da Puccini.

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Dalla Roma del XIX secolo Puccini passa a raccontare il Giappone suo contemporaneo con un personaggio del tutto particolare: Madama Butterfly. In quest’opera si fronteggiano due avverse concezioni della vita: da un lato l’arroganza di un Occidente colonialista e tronfio della propria potenza economica e culturale, dall’altra un Giappone in espansione, che inizia ad aprire i propri porti ai commerci internazionali. Durante il soggiorno a Nagasaki, Pinkerton, Ufficiale della Marina Americana (tenore), sposa la geisha quindicenne Butterfly / Cio-cio-san (soprano). Il matrimonio per l’americano è solo un gioco, fatto per vanità e spirito d’avventura, diversamente da Butterfly, la quale si è innamora di lui tanto da rinnegare fede e famiglia. Tutta la musica che Puccini compone in quest’opera è dedicata all’amore di questa farfalla le cui ali saranno strappate da un uomo conquistatore.

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Dal Giappone alla Cina, da Butterfly a Turandot, opera che mostra tutta la sensibilità di Puccini verso l’universo femminile e le molteplici complessità e ricchezze che lo caratterizzano. Turandot è una bellissima e solitaria principessa nella quale alberga lo spirito di una sua antenata violentata e uccisa. Quando il padre le impone di sposarsi, Turandot accetta a una condizione: si unirà al giovane nobile che sarà in grado di sciogliere tre enigmi da lei proposti. In caso di fallimento, però, il pretendente dovrà morire. Il principe Calaf è l’unico che riesce a risolvere gli enigmi della glaciale principessa. Vinta la scommessa, Calef decide di proporre a sua volta un enigma alla futura sposa: se prima dell’alba la principessa riuscirà a scoprire il suo nome, egli morirà, altrimenti diventerà il suo sposo. Sarà lo stesso Calaf a svelare l’enigma alla principessa, ma solo dopo essere riuscito a darle un bacio appassionato che sconvolgerà nell’intimo Turandot. In questa opera, Puccini ritrae una donna forte, controversa e impavida, ma che al contempo sa ascoltare le ragioni del cuore.

Quelle di Puccini sono donne sensibili e sensuali, forti e vitali, ma inesorabilmente vocate al sacrificio di sé: la loro giovinezza è un’illusione che subito si spezza, la loro aspirazione alla felicità è un sogno che non si può realizzare.

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