Opera Houses: come sono cambiati i teatri dell’opera dal ‘700 a oggi

Il grande passato dell’opera, la sua natura immortale e al contempo in costante evoluzione e rinnovamento, è forse rappresentato nella maniera più emblematica dai teatri. Manifestazioni tangibili dell’arte, della sensibilità, della cultura e degli eventi delle varie epoche, i teatri dell’opera hanno vissuto grandi trasformazioni, ma la loro costruzione non si è mai arrestata, a testimonianza del ruolo fondamentale che lo spettacolo dal vivo ha sempre rivestito per la nostra civiltà.

Centro della vita culturale e sociale della città, il teatro ha da sempre costituito anche il terreno privilegiato per la sperimentazione artistica ed architettonica, nonché un emblema di prestigio e ricchezza che spinge i Paesi a una sfida tra sfarzo, maestosità e, oggi più che mai, audacia e originalità.

In quest’ottica, i teatri non sono solo dei contenitori per ciò che viene esposto o rappresentato al loro interno, ma fungono piuttosto da vetrine per la città stessa, di cui diventano spesso landmark o icone. A conferma di ciò, i teatri, sia storici che moderni, vengono sempre più spesso visitati anche da persone che non hanno alcun interesse per l’opera o per gli spettacoli teatrali, ma sono attratte dall’aspetto estetico, artistico e storico delle strutture stesse. L’essenza dei teatri d’opera può essere sintetizzata nel pensiero del fotografo americano David Leventi, secondo cui la performance è solo una parte della grandiosa esperienza dell’andare a teatro, e lo spazio stesso può diventare l’evento.

Le Opera House, assieme ai musei, rappresentano oggi le principali occasioni di rilancio o sviluppo dell’immagine di una città , una vera e propria strategia di marketing territoriale, e questo ruolo fondamentale è confermato anche dal crescente ricorso ad archistar di fama mondiale quali Zaha Hadid o lo studio Herzog & de Meuron.

Come afferma inoltre Simon Yu, dello studio Zaha Hadid Architects, questi teatri devono avere una funzione inclusiva: “Non si tratta soltanto di luoghi dove le persone possono assistere a un determinato spettacolo, all’interno di una struttura che ben si presti a questa funzione”, bensì di “spazi di aggregazione, a cui si può accedere e di cui si può fruire indipendentemente dalle varie manifestazioni in programma”.

La svolta nel rapporto tra architettura e teatro dell’opera si è avuta nel 1973 con la costruzione della Sydney Opera House, capace di rivoluzionare l’immaginario collettivo, rinnovare l’identità della città e dettare nuovi standard architettonici; da questo momento in avanti, Opera House sempre più futuristiche e sensazionali hanno fatto la loro comparsa. Che siate amanti dell’opera o meno, è innegabile che questi edifici costituiscano oggi alcune tra le espressioni artistiche ed architettoniche più emozionanti.

Dal Settecento ad oggi, dall’Italia alla Cina, dal classicismo all’architettura più visionaria e audace: scopriamo insieme alcuni tra i più bei teatri dell’opera del mondo.

TEATRO DI SAN CARLO, NAPOLI

san carlo

Il Teatro di San Carlo di Napoli fu eretto nel 1737 e rappresenta il più antico teatro italiano. Voluto dal Re Carlo III di Borbone come emblema del potere regio, il Teatro di San Carlo presenta un collegamento diretto con il Palazzo Reale, che serviva al sovrano per raggiungere il teatro senza dover uscire in strada. Completamente distrutto da un incendio nel 1816, fu ricostruito identico al precedente dall’architetto Antonio Niccolini. A proposito di questo teatro, Stendhal scrisse: “Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro ma ne dia la più pallida idea”.

Dal 2011, nei locali del Palazzo Reale, si trova Memus, il Museo e Archivio Storico del San Carlo, un centro polifunzionale che vanta le più moderne tecnologie, un’ampia area espositiva, una galleria virtuale in 3D, una sala per eventi, un bookshop e un centro documentazione sulla storia del Teatro di San Carlo.

TEATRO ALLA SCALA, MILANO

scala milano

Tra i più famosi teatri del mondo, il Teatro alla Scala di Milano fu costruito nel 1776 per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria e su progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini. Inaugurato nel 1778 con “L’Europa riconosciuta” di Antonio Salieri, il Teatro alla Scala ha rappresentato la culla del melodramma italiano e ha visto esibirsi i più grandi nomi della storia dell’opera: da Gioacchino Rossini a Giuseppe Verdi, da Claudio Abbado a Maria Callas.

Oggi, in prossimità del Teatro, è presente anche il Museo Teatrale alla Scala, che rende omaggio alla storia dei teatri d’opera con esposizioni di costumi, strumenti musicali, fotografie, disegni ed ospita la Biblioteca “Livia Simoni”, dove sono conservati oltre 150.000 testi antichi, libretti d’opera, bozzetti di scenografie, lettere, locandine e manifesti.

TEATRO DEGLI STATI, PRAGA, REPUBBLICA CECA

praga

Fatto erigere dall’aristocratico František Antonín Nostitz Rieneck a Praga, il Teatro degli Stati fu inaugurato nel 1783 con la messa in scena dell’”Emilia Galotti” di Lessing. Deve il suo nome agli Stati che costituivano la Corona di Boemia ed ha acquisito una grande fama in seguito alla première mondiale del “Don Giovanni” di Mozart, avvenuta nel 1787.

Costruito in stile classicista, con uno spettacolare auditorium sui toni del blu, del bianco e dell’oro, il Teatro degli Stati è uno dei più antichi teatri europei ancora in attività. Dal 1948 è stato poi unito al nuovo Teatro Nazionale e comprende oggi tre complessi artistici: opera, teatro e balletto.

TEATRO DELL’OPERA DI STATO UNGHERESE, BUDAPEST, UNGHERIA

budapest

Il Teatro dell’Opera di Stato Ungherese costituisce uno degli esempi più brillanti dello stile neo-rinascimentale in Europa. Voluto dall’imperatore Francesco Giuseppe I, fu costruito tra il 1875 e il 1884 su disegno dell’architetto Miklós Ybl. Ritenuto tra i più bei teatri d’opera d’Europa, presenta al suo interno anche elementi barocchi, ed è decorato con dipinti e sculture realizzati dai più importanti artisti ungheresi dell’epoca. Di fronte al teatro, ad accogliere gli spettatori, si ergono due statue: sono quelle di Ferenc Erkel, compositore dell’inno nazionale ungherese e primo direttore del teatro, e del celebre compositore Franz Liszt.

Il Teatro dell’Opera di Budapest ospita inoltre ogni anno il Budapest Opera Ball. In questa occasione si riunisce l’alta società della città, le danze vengono aperte da oltre cento debuttanti e si può assistere a uno spettacolo in cui star da tutto il mondo interpretano le arie più celebri. Durante lo svolgimento di questa ricorrenza, il palcoscenico e la platea vengono trasformati in una grande sala da ballo.

SYDNEY OPERA HOUSE, AUSTRALIA

sydney

Inaugurato nel 1973 dalla Regina Elisabetta II, il Teatro dell’Opera di Sydney ha rappresentato la svolta nel rapporto tra teatri dell’opera e architettura. Trasceso lo scopo originario di spazio per spettacoli, questo teatro è diventato non solo un’icona della città di Sydney e dell’Australia intera, ma un vero e proprio simbolo dell’architettura mondiale del XX secolo, tanto da essere stato inserito dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio dell’Umanità.

Il Teatro dell’Opera di Sydney è stato progettato dall’architetto danese Jørn Utzon, è dotato anche di un parco divertimenti e rappresenta uno dei principali poli attrattivi della città. Ciò che lo rende unico e immediatamente riconoscibile è però la sua forma, simile a quella di tante barche a vela placidamente ormeggiate nella baia di Sydney.

Il complesso della Sydney Opera House consta di cinque spazi teatrali e ospita oggi spettacoli realizzati, tra gli altri, da Sydney Theatre Company, The Australian Ballet, Sydney Symphony Orchestra e Opera Australia.

TEATRO DELL’OPERA DI OSLO, NORVEGIA

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Vincitore del Premio della cultura al World Architecture Festival nel 2008 e del premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea nel 2009, il Teatro dell’opera di Oslo si presenta come uno dei modelli più innovativi per i teatri dell’opera contemporanei. Progettato dallo studio Snøhetta, è stato realizzato tra il 2003 ed il 2007, per essere poi inaugurato nel 2008.

L’Opera House si trova sulla punta del fiordo di Oslo ed è sede di Den Norske Opera & Ballett. La sua caratteristica distintiva è l’inclinazione dell’edificio: le superfici esterne, rivestite di marmo italiano e granito bianco, sono orientate in modo tale che la struttura dia l’impressione di emergere dall’acqua. Il tetto, che parte quindi dal livello del suolo, diventa così una grande piazza, e invita i visitatori a camminarvi sopra e ad ammirare un panorama che spazia dall’arcipelago del fiordo al centro della città di Oslo, fino a raggiungere le alture circostanti. L’interno, poi, coperto di legno di rovere, contiene oltre mille stanze.

GUANGZHOU OPERA HOUSE, CINA

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Uno dei tre teatri più grandi dell’intera Cina, la Guangzhou Opera House rappresenta anche una delle massime creazioni della celebre e compianta architetta e designer Zaha Hadid. Inaugurata nel 2010, quest’opera si compone di due edifici, un teatro e una struttura multifunzionale, che affacciano sul Pearl River.

Il Teatro dell’Opera di Guangzhou ha una fortissima potenza espressiva ed evocativa: la forma esterna dei due spazi evoca quella di due grandi ciottoli modellati dalla corrente del fiume, così come l’edificio viene attraversato e definito dal flusso delle persone; le pareti interne, invece, avvolgono in modo irregolare ed ondulato lo spazio senza soluzione di continuità, restituendo allo spettatore l’idea di un enorme drappo di seta cangiante punteggiato di stelle, o di una superficie al contempo solida e fluida, che sembra scolpita direttamente dalla musica prodotta al suo interno.

La Guangzhou Opera House ha rappresentato anche un catalizzatore per lo sviluppo della città, presentandosi come polo culturale e dando impulso alla realizzazione di nuovi musei, biblioteche e archivi.

ELBPHILARMONIE, AMBURGO, GERMANIA

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L’Elbphilarmonie di Amburgo può essere definita come una delle costruzioni più ambiziose mai progettate. Secondo il progetto iniziale, realizzato dallo studio di architetti svizzero Herzog&deMeuron, la costruzione dell’opera, iniziata nel 2007, avrebbe dovuto concludersi nel 2010. In realtà, l’Elbphilarmonie ha visto la luce solo nel 2017.

Alta quasi 110 metri, l’Elbphilarmonie rappresenta il principale landmark della città di Amburgo, di cui ridefinisce anche lo skyline, grazie alla sua avveniristica forma che sembra sfidare il cielo e la gravità.

Costruita sopra un vecchio magazzino di cacao e tabacco, l’immensa facciata in vetro dell’Elbphilarmonie racchiude al suo interno tre sale da concerto, un hotel con più di 250 camere e oltre 40 appartamenti. La più importante delle tre sale è la Great Concert Hall, realizzata secondo il modello funzionale “a vigneto”, che  vede l’orchestra al centro, interamente circondata da platea e loggioni.

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