Alla scoperta della storia delle Marche con la 4ª tappa del nostro viaggio!

Bentornati nella nostra rubrica, dedicata alla scoperta della regione Marche a partire dall’elemento più fondamentale: la sua storia. Dopo esserci lasciati alle spalle le invasioni barbariche, ci immergiamo oggi nel periodo storico a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, ricco di cambiamenti politici, ma soprattutto estremamente fecondo a livello artistico e culturale. Buona lettura!

4ª TAPPA
Tra Medioevo e Rinascimento

Il lungo periodo delle invasioni barbariche vide la sua fine solo con l’arrivo di Carlo Magno, che, a capo dell’esercito franco, sconfisse definitivamente i Longobardi nel 773 d.C. e, onorando la Promissio Carisiaca siglata dal padre, Pipino il Breve, donò a Papa Adriano I la parte settentrionale delle Marche, che entrò così a far parte dello Stato della Chiesa. È a questo periodo che risale la diffusione del monachesimo nelle Marche: numerosi furono, infatti, i monasteri benedettini e le abbazie che sorsero nelle principali vie di comunicazione dell’epoca e nei percorsi tracciati dai primi Romei, i pellegrini diretti a Roma.

 

 

La debolezza del potere ecclesiastico, tuttavia, in concomitanza con nuove incursioni da parte di Normanni e Saraceni, consentì la crescita costante dell’autonomia delle singole realtà locali: fu così che nel corso dell’ XI secolo si diffuse il fenomeno dei liberi Comuni. Queste città, spesso in lotta tra loro per il dominio sui territori circostanti, affinarono nel tempo la loro organizzazione e, nel XII secolo, assunsero una nuova forma governativa: il potere esecutivo era in mano ad un consiglio di Anziani, quello legislativo a un Consiglio di rappresentanti delle Arti e dei Mestieri, mentre il potere giudiziario, così come il controllo dell’ordine pubblico, era detenuto da un Podestà. I liberi Comuni più importanti che si formarono nelle Marche furono quelli di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. Ancona, in particolare, divenne una repubblica marinara e, grazie ai suoi rapporti marittimi con l’Oriente, visse grandi momenti di splendore artistico e culturale.

 

 

A partire dal XIII secolo, in molti Comuni iniziò ad affermarsi il dominio di alcune famiglie influenti, così, nel Rinascimento, queste città si trasformarono in Signorie, la prima delle quali fu quella dei Montefeltro, che si costituì ad Urbino. Altre Signorie importanti nelle Marche furono quelle dei Chiavelli a Fabriano, degli Smeducci a San Severino Marche, dei Malatesta a Gradara, dei Varano a Camerino e della famiglia Della Rovere a Senigallia. In queste città si riunivano i più influenti artisti del tempo, chiamati a creare opere di architettura, pittura, poesia e musica, e ciò rese quest’epoca un periodo culturale ed artistico particolarmente ricco.

A partire dal 1353, tuttavia, con la nomina del cardinale Egidio Albornoz a vicario generale dei domini della Chiesa in Italia e la conseguente emanazione delle Costituzioni Egidiane, lo Stato della Chiesa si adoperò per riunire tutti i Comuni e le Signorie della regione sotto il suo controllo diretto o indiretto. Il nuovo assetto politico prevedeva l’esistenza di cinque città maggiori (Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fermo ed Urbino), nove città grandi (Cagli, Fabriano, Fano, Fossombrone, Jesi, Macerata, Pesaro, Recanati e San Severino Marche), ventidue città e terre medie, ventisei città e terre piccole e tredici terre minori.

Nonostante vari assedi, guerre, conquiste e cambiamenti, le Marche rimarranno parte dello Stato della Chiesa fino al 1860.

A presto con la 5ª tappa del viaggio!

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