Quando il Natale arriva a teatro…

Che lo si consideri una celebrazione fondamentale della religione cattolica o una festa laica tipicamente moderna e occidentale, che lo si intenda come momento di gioia e affetto o come trionfo del consumismo, che lo si veda con gli occhi speranzosi di un bambino o con lo sguardo ormai disilluso degli adulti, il Natale rimane per tutti un momento fondamentale che si ripete ogni anno per tutta la nostra vita. Il periodo del Natale racchiude da sempre in sé una sacralità e una potenza evocativa che fanno sì che non si possa restare indifferenti alla sua magia. Naturalmente questo tema non poteva non trovare espressione anche nel teatro, che per sua natura è alla costante ricerca di suggestioni, di poesia, di narrazioni capaci di coinvolgere e commuovere.

Quando ci riferiamo a opere teatrali connesse al Natale, dobbiamo innanzitutto fare una grande distinzione: esistono infatti, da un lato, opere basate sul tema religioso della Natività, e, dall’altro, opere con una trama non religiosa che però è ambientata nel periodo natalizio.

Le prime opere teatrale legate al tema religioso della Natività risalgono già al XVII secolo. Esse nacquero sulla scia di un’esigenza prettamente pratica, ossia quella di poter proporre opere teatrali durante il periodo dell’Avvento. Infatti, a causa del divieto di rappresentare spettacoli profani nel periodo che precedeva il Natale, gli scrittori si videro costretti a creare opere basate su tematiche religiose che potessero colmare quella parte altrimenti vuota del calendario teatrale. Tuttavia, queste prime opere, i cui libretti erano basati sulla Natività, pur essendo particolarmente studiate ed elaborate, venivano rappresentate perlopiù privatamente, poiché molti teatri pubblici in Italia e negli altri Paesi cattolici erano all’epoca chiusi nel periodo dell’Avvento, e facevano ricominciare la stagione teatrale a Santo Stefano, giorno in cui infatti si annoverano le première di moltissime opere.

Tra i primi esempi di opere a carattere religioso, è possibile citare Il gran Natale di Cristo salvator nostro, di Jacopo Peri e Giovanni Battista da Gagliano, rappresentata per la prima volta il giorno di Natale del 1622, oggi perduta.

Il divieto riguardante gli spettacoli profani nel periodo dell’Avvento cessò solo a metà dell’Ottocento, e da allora sono emerse continuamente nuove opere teatrali con una varietà tematica molto più ampia: alcune con personaggi “normali”, le cui vicende si svolgevano però durante le celebrazioni natalizie; altre incentrate su personaggi di fantasia legati alla tradizione popolare non religiosa, come Babbo Natale o i celebri Spiriti della novella di Charles Dickens, A Christmas Carol. Non mancano infine opere che, pur connesse marginalmente o addirittura affatto con il Natale, vengono ormai tradizionalmente proposte in questo particolare periodo, come Hansel e Gretel di Humperdinck o La Bohème di Puccini, i cui primi due atti sono ambientati in una fredda Vigilia di Natale.

Antiche, contemporanee, tradizionali, religiose, anticonvenzionali: le opere teatrali legate al Natale sono moltissime ed estremamente differenti tra loro. Scopriamo insieme quelle più celebri ed indimenticabili!

 

1. Friedrich Händel, MESSIAH (1741)

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Una tra le più note opere corali della musica occidentale, Messiah si presenta come un oratorio in lingua inglese, e debutta nel 1742 a Dublino. Numerose sono le curiosità legate a quest’opera: oltre ad essere stata composta nell’incredibile lasso di tempo di sole tre o quattro settimane, ha un testo che consiste esclusivamente in versi biblici. È considerata tra i massimi esempi di opere legate al Natale ed alla Natività, sebbene solo il primo terzo dell’oratorio sia dedicato alla nascita di Gesù.

 

2. Pëtr Il’ič Čajkovskij, LO SCHIACCIANOCI (1892)

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La storia di questo balletto, sulle musiche composte da Pëtr Il’ič Čajkovskij, è tratta dal racconto Schiaccianoci e il Re dei Topi, scritto da E.T.A. Hoffmann nel 1816 e successivamente rielaborato e “addolcito” nella versione di Alexandre Dumas. Il balletto prende forma sul confine labile tra sogno e realtà, nella fantasia di una bambina la notte della Vigilia di Natale. Rappresentato per la prima volta nel 1892 a San Pietroburgo, coreografato da Marius Petipa, Lo Schiaccianoci è stato ripreso moltissime volte nel cinema e nel teatro. Nel 2018 è anche prevista l’uscita di una nuova trasposizione cinematografica firmata Disney.

 

3. Eduardo De Filippo, NATALE IN CASA CUPIELLO (1931)

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Celebre commedia tragicomica di Edoardo De Filippo, Natale in casa Cupiello debutta al Teatro Kursaal di Napoli il 23 dicembre del 1931, dopo un lungo lavoro definito dallo stesso autore come “un parto trigemino con una gravidanza di quattro anni”. Spesso interpretata da De Filippo e dai suoi fratelli, creatori della “Compagnia del Teatro Umoristico”, l’opera presenta molte espressioni tipiche del dialetto napoletano, e si presenta come uno spaccato sul carattere partenopeo e sulla condizione umana. Natale in casa Cupiello è ambientata nel periodo natalizio e ruota attorno alle vicende, ai drammi e soprattutto agli equivoci dei vari membri della famiglia Cupiello. Il filo conduttore dell’opera è la pressante domanda – “Te piace ‘o presepe?”– che il padre Luca rivolge agli altri componenti della famiglia, e a cui puntualmente essi, disillusi e disinteressati, rispondono negativamente. Soltanto alla fine, dopo i vari dispiaceri e la consapevolezza di come l’idea di una famiglia felice fosse soltanto illusoria, il figlio Nennillo riesce a rispondere un commosso “sì” al padre ormai sul letto di morte, donandogli finalmente un ultimo momento di felicità. L’opera, nata inizialmente come atto unico e poi successivamente ampliata con altri due atti, ha visto poi numerose rielaborazioni negli anni, sia per il teatro che per la televisione.

 

4. Giancarlo Menotti, AMAHL E I VISITATORI NOTTURNI (1951)

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La prima opera ad essere scritta appositamente per la TV, dietro invito della NBC, segna la nascita di un genere noto come “opera televisiva”. Amahl e i visitatori notturni narra, in chiave favolistica, i misteri dell’Epifania e della Stella Cometa, e trae ispirazione da una tela di Bosch, L’adorazione dei Magi, che Menotti aveva potuto ammirare al Metropolitan di New York. Amahl è un giovane pastore zoppo, che, dopo aver visto in cielo la Stella Cometa, riceve durante la notte la visita dei tre Re Magi, diretti a Betlemme per la nascita di Gesù e alla ricerca di un riparo per la notte. L’opera, caratterizzata da un miracoloso lieto fine, ebbe un grandissimo successo di pubblico, il che fece sì che essa fosse ritrasmessa ogni Vigilia di Natale, per ben tredici anni.

 

5. A CHRISTMAS CAROL (dalla novella di Charles Dickens, 1843)

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Celeberrimo racconto di Charles Dickens, A Christmas Carol rappresenta senza dubbio una delle fonti più inesauribili per gli spettacoli teatrali: i primi adattamenti risalgono infatti già all’Ottocento, e ancora oggi nuove versioni continuano a comparire con una costanza impressionante. Oltre ad essere stato portato un numero infinito di volte a teatro, A Christmas Carol ha dimostrato di adattarsi perfettamente a praticamente ogni mezzo e genere: dal cinema alla radio, dal fumetto alla musica, dalla graphic novel alla televisione. La storia, ormai parte dell’immaginario comune, è quella della trasformazione di Ebenezer Scrooge, vecchio finanziere che, visitato durante la notte di Natale dagli Spiriti del Natale Presente, Passato e Futuro, nonché dal suo ex socio defunto, abbandona il suo carattere scontroso, crudele e solitario per diventare una persona amorevole, generosa e benvoluta da tutti. Una delle versioni teatrali più riuscite è quella scritta e diretta da Tim Dietlein, che, con oltre cinquant’anni consecutivi di rappresentazione, si conferma come la più longeva rappresentazione teatrale della storia.

 

6. Jonn Adams, EL NIÑO (2000)

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Scritta da John Adams e rappresentata per la prima volta a Parigi nel dicembre del 2000, El Niño è un’opera – oratorio che ripropone la storia della Natività da una prospettiva moderna e non convenzionale. L’opera, divisa in due sezioni e della durata complessiva di circa due ore, è incentrata per la prima metà sui pensieri di Maria prima della nascita di Gesù, mentre nella seconda metà tratta la Strage degli Innocenti voluta da Erode e i primi miracoli compiuti da Gesù durante la fuga della famiglia verso la salvezza. La peculiarità di quest’opera è la sua grande varietà di contenuti e di influenze: John Adams utilizza infatti parti di testi biblici, di testi apocrifi e di poesie della tradizione latino-americana, unendo il tutto con lo stile narrativo dell’opera e inscrivendolo nella cornice dell’oratorio.

 

7. Kevin Puts, SILENT NIGHT (2011)

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Silent Night è un’opera in due atti scritta da Kevin Puts e dal librettista Mark Campbell, basata sul film francese del 2005 Joyeux Noël. Commissionata da Minnesota Opera e coprodotta dalla Opera Company di Philadelphia, Silent Night ha premiato il suo autore non solo con uno straordinario successo di pubblico e di critica, ma anche con la vittoria del Premio Pulitzer per la Musica nel 2012. L’opera è ambientata durante la prima guerra mondiale, e narra della tregua spontanea tra soldati francesi, scozzesi ed inglesi nella Vigilia di Natale del 1914. Cantata in inglese, tedesco, francese, italiano e latino, Silent Night è un’opera potente, che arriva diritta al cuore dello spettatore.

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