LA STORIA DELLE MARCHE: 5ª TAPPA

Dopo le vacanze natalizie, ritorna la rubrica dedicata al racconto della storia della nostra regione. Ci avviciniamo sempre di più ai nostri giorni: la puntata di oggi è dedicata al periodo caratterizzato dall’arrivo di Napoleone e ai moti risorgimentali che portarono all’indipendenza del nostro Paese. Un periodo cruciale, che ha plasmato in modo definitivo il nostro percorso e la nostra identità. Scopriamolo insieme!

5ª TAPPA
Il periodo napoleonico ed il Risorgimento

Grazie a Papa Clemente XII, che nel 1732 aveva designato Ancona come porto franco, accordandole numerosi privilegi e franchigie, la città e tutta la regione assistettero a un rinnovato slancio economico e artistico. In questo secolo, infatti, furono molti i cambiamenti che si registrarono sia sul piano architettonico e artistico, grazie soprattutto all’opera di Luigi Vanvitelli, che sul piano delle idee, grazie alla diffusione dell’Illuminismo; fu proprio questa filosofia a costituire l’impulso per la nascita di riviste e giornali, Atenei ed Accademie, tra cui l’Accademia Georgica dei Sollevati, a Treia.

La diffusione del clima illuministico precedette di poco l’arrivo nelle Marche di Napoleone Bonaparte, avvenuto nel 1796; sulla scorta delle idee rivoluzionarie, molte città insorsero per ottenere l’indipendenza dallo Stato Pontificio: questo fu l’inizio di una serie di sconvolgimenti che minarono la tranquillità della regione per oltre mezzo secolo.

Nel 1797, siglando il Trattato di Tolentino, Napoleone acconsentì a riconsegnare le Marche allo Stato Pontificio in cambio di denaro ed opere d’arte, tuttavia l’occupazione francese non cessò. Si costituì così la Repubblica Anconitana, cui aderirono molte città marchigiane, che nel 1798 confluì nella Repubblica Romana.

Il 1808 fu un anno molto importante per la regione: non solo venne annessa al Regno d’Italia napoleonico, ma venne per la prima volta ufficialmente denominata col nome plurale “Marche”, che ne sanciva l’unità e al contempo sottolineava le varietà e le differenze locali. Questa fase costituì per le Marche anche l’occasione di modernizzare il proprio sistema legale ed amministrativo. La regione fu infatti divisa in questo periodo in tre dipartimenti: del Metauro, con capoluogo Ancona, del Musone, con capoluogo Macerata, del Tronto, che faceva capo a Fermo.

Un significativo passo indietro si verificò però nel 1815: Gioacchino Murat, re di Napoli che aveva preso il posto di Napoleone nella campagna contro l’esercito austriaco, fu sconfitto nella battaglia di Tolentino. La conseguenza fu che le Marche tornarono tra i possedimenti dello Stato Pontificio, il quale abrogò tutti gli statuti comunali e cambiò di nuovo l’organizzazione amministrativa; si costituirono allora sei delegazioni: Urbino e Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Camerino.

Nonostante il ritorno alla situazione precedente l’arrivo di Napoleone, qualcosa era definitivamente cambiato: gli ideali indipendentisti e nazionalisti non erano sopiti e di lì a poco iniziarono a moltiplicarsi tumulti in varie città della regione. Si registrarono anche numerosi arresti di congiurati carbonari tra Macerata, Ascoli Piceno e Pesaro.

Quando iniziò il periodo delle guerre di indipendenza, le città marchigiane, pur sottoposte all’occupazione austriaca dal 1849 al 1957, parteciparono compatte alle lotte per l’unificazione nazionale: restano celebri i moti di Macerata e l’eroica resistenza di Ancona durante l’assedio austriaco del 1849. Una delle battaglie più importanti per il nuovo regno, e la più importante per la regione, si combatté proprio nelle Marche, a Castelfidardo, nel 1860. Con la vittoria dell’esercito del regno di Sardegna su quello dello Stato Pontificio, i territori conquistati da Garibaldi, a sud, e quelli liberati da Vittorio Emanuele II, a nord, furono riuniti, e le Marche entrarono finalmente a far parte del Regno d’Italia.

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La prossima tappa sarà quella conclusiva, che ci porterà fino ai nostri giorni e terminerà questo breve, ma intenso viaggio che ci ha accompagnato durante questi mesi. Non perdertela!

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