Volontari all’Opera!

Domani, sabato 18 novembre, La Bohème, nuova coproduzione dalla Rete Lirica delle Marche, fa il suo debutto al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno dopo il successo dell’anteprima giovani. Per l’occasione, noi volontari del servizio civile ci siamo impegnati in un’opera di promozione e distribuzione che, nel corso dell’ultima settimana, ci ha portato in giro per la provincia di Ascoli Piceno.

Nonostante la sveglia all’alba, le ore di viaggio e un cielo foriero di pioggia, queste giornate si sono rivelate estremamente gratificanti ed utili: se da un lato ci hanno fatto capire come funziona una distribuzione e ci hanno fatto confrontare con un’esperienza diretta sul campo, dall’altro ci hanno permesso di conoscere e visitare città suggestive e borghi caratteristici della nostra regione, come Offida, Castel di Lama, Spinetoli, Colli del Tronto e la stessa Ascoli.

Ecco una gallery di foto che documenta il nostro lavoro e le bellezze di questo territorio:

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Nei prossimi giorni la distribuzione si sposterà verso Nord, nelle province di Ancona e Pesaro Urbino, per concludere la prossima settimana con Fermo e Macerata.
Continuate a seguirci!

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Il Coro Ventidio Basso racconta la Bohème di Puccini

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Mercoledì 25 ottobre siamo andati in trasferta ad Ascoli Piceno per assistere all’incontro tra due classi della Scuola media “Ceci” e l’Associazione Coro Ventidio Basso, rappresentata in questa occasione dal Presidente Pietro Di Pietro, dal Direttore del Coro Giovanni Farina e da due coriste: Paola Izzi e Olga Shytsko. L’iniziativa – inserita all’interno delle attività Ventidio Basso Giovani 2017, progetto di lirica per le scuole promosso dal Comune di Ascoli Piceno e dal Coro Ventidio Basso – è stata organizzata in vista delle recite de “La Bohème”, la nuova coproduzione della Rete Lirica delle Marche, che toccherà i teatri di Ascoli Piceno (16 e 18 novembre), Chieti (23,25 e 26 novembre), Fano (1 e 3 dicembre) e Fermo (6 e 7 dicembre).

Erroneamente considerata come esclusivamente adatta a persone di una certa età o destinata ad un pubblico di nicchia, l’opera lirica è spesso ignorata o disdegnata dai più giovani. Questa lontananza è però dovuta fondamentalmente all’estraneità che le nuove generazioni hanno rispetto alla storia, agli strumenti, ai meccanismi, ai messaggi e al lavoro che si celano dietro la creazione e la messa in scena di un’opera lirica.

Questo incontro ha cercato perciò di far luce su un dietro le quinte ingiustamente sottovalutato, costituito non solo dai celebri librettisti e compositori, e nemmeno soltanto dalle figure abbastanza note del regista, del direttore d’orchestra o dello scenografo, ma anche da tante professionalità che, insieme, permettono all’opera di prendere vita, come il macchinista, il light designer, l’attrezzista, il coro o il maestro collaboratore.

Ogni ospite ha dunque approfondito una tematica diversa: il Presidente ha parlato del valore che ha oggi per le nuove generazioni l’opera lirica e del suo ruolo come veicolo della cultura italiana nel mondo, mentre il Direttore si è soffermato sulla descrizione dei vari professionisti coinvolti nel percorso che va dalla scrittura alla rappresentazione dell’opera. Le due coriste, infine, dopo una breve esibizione, hanno parlato dell’impegno e dei sacrifici che il loro ruolo richiede.

Se è vero che il lavoro dietro la realizzazione di un’opera lirica è vasto e complesso, è altrettanto vero che il risultato finale è sorprendente: considerando, infatti, il gran numero di coristi, di membri dell’orchestra e i vari solisti, si deduce come la potenza espressiva dell’opera sia enorme. La musica è comunicazione, un potente messaggio che va veicolato all’unanimità e infatti nell’opera lirica non c’è posto per le iniziative personali: dietro le quinte tutto va preparato e coordinato, sul palco invece tutti devono seguire la “dittatura” imposta dal direttore d’orchestra.

Per affacciarsi a questo mondo, oggi più che mai, è però innanzitutto necessario che i giovani siano affamati di conoscenza, di bellezza e di cultura, senza la quale non si è in grado di comprendere e riconoscere il valore delle cose.

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Una volta che gli studenti sono tornati nelle loro aule, rimane anche il tempo per una piccola intervista con il Direttore del Coro, il Maestro Giovanni Farina.

Perché è importante che i giovani, i ragazzi conoscano l’opera lirica? E come è possibile farli avvicinare a questo mondo?

La risposta è molto semplice: è importante perché altrimenti l’opera lirica muore. Ci rendiamo infatti conto del fatto che purtroppo il pubblico dell’opera lirica oggi ha un’età abbastanza avanzata e ciò dipende non dall’opera in sé, ma da diverse cause, tra cui la disattenzione da parte della scuola, che riflette una scelta culturale che tende a mettere un po’ da parte l’arte in generale. Non c’è la conoscenza, e senza conoscenza non può esserci passione. Per far avvicinare i giovani, bisogna intervenire su questa lacuna e colmarla. Con questo progetto non vogliamo andare nelle scuole a distribuire biglietti per il teatro, ma spiegare ai ragazzi cos’è l’opera e magari suscitare in loro curiosità, che potrebbe forse un giorno trasformarsi in passione.

Perché questi grandi titoli dell’opera continuano anche oggi a riscuotere successo? C’è un segreto dietro l’immortalità dell’opera?

Queste opere sono capolavori assoluti, come i dipinti di Giotto, Leonardo o Michelangelo lo sono per l’arte. La Bohème non è solo un’opera lirica, è un capolavoro che si adatta a tutte le epoche. Queste opere raccontano storie anche contemporanee, che si prestano a interpretazioni e versioni sempre nuove ed originali. La ragione per cui opere del Seicento e del Settecento vengono ancora eseguite, e anzi oggi particolarmente riscoperte, è che parlano con dei linguaggi universali, pur nella specificità del messaggio che vogliono comunicare. La Bohème ci comunica una grande verità: è la storia della gioventù allegra e spensierata che si trova a fare i conti con la vita vera, con la morte, con la consapevolezza che esiste qualcosa di più importante del divertimento e della leggerezza. È un messaggio particolarmente utile da insegnare ai ragazzi di oggi, che si trovano circondati, complici i media e l’abbassamento del valore culturale, da messaggi vacui. La Bohème fa capire ai giovani che la vita è fatta di tante sfaccettature, che possono accadere tante cose, ma bisogna comunque andare avanti.”

Perché questa Bohème merita di essere vista?

È una visione diversa dalla Bohème solita, anche dal punto di vista musicale, grazie al direttore d’orchestra Matteo Beltrami. Ci fa capire come si può leggere e vedere nel XXI secolo un’opera scritta all’inizio dell’Ottocento.

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A noi non resta che ringraziare il Coro Ventidio Basso per la sua disponibilità e dare a tutti voi appuntamento a teatro con la Bohème!